Antichi “accordi” risuonano tra i nostri scaffali

A cura della Redazione Biblioteca

    

L’Italia, come si dice, è Paese di santi, navigatori e poeti. Ma chi ha coniato questa espressione ha forse dimenticato qualcuno. Una categoria che in Italia negli anni del Dopoguerra e poi del cosiddetto boom economico ha costituito un pilastro importante del mondo del lavoro e dell’economia: agenti e rappresentanti di commercio.

La nostra Biblioteca offre in questo senso materiale abbondante, quasi commovente, di un’epoca gloriosa in cui le nostre manifatture si servivano di schiere di persone motivate, uscite dalla guerra con voglia di riscatto e di fare, che giravano l’Italia e il mondo per promuovere e concludere contratti commerciali dando un impulso fondamentale a quello straordinario sviluppo industriale che ancora oggi viene considerato un miracolo dal punto di vista economico.

Tra i nostri scaffali si trova ad esempio una copia dell’Accordo nazionale per la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale, datato 1951, battuto a macchina e ingiallito dal tempo. O ancora, insieme a tanti altri documenti, trova posto quello che potremmo definire un reperto archeologico: i curiosi potranno sfogliare una copia del contratto di agenzia commerciale proposto nel Dopoguerra dalla famosa manifattura Gaetano Marzotto & Figli di Valdagno, nata nel 1836 come Lanificio Luigi Marzotto & Figli, e oggi, nella sua evoluzione moderna, considerata il primo gruppo industriale tessile italiano per fatturato, dipendenti ed espansione internazionale.

E sempre relativamente al settore tessile – uno dei settori in cui l’Italia si è distinta toccando punte di eccellenza – ecco emergere una copia, rigorosamente dattiloscritta e su carta intestata dell’Associazione Cotoniera Italiana, dell’accordo siglato nel 1953 a parziale sostituzione del primissimo contratto del 1938. Da questo documento traspare tutta l’atmosfera di quegli anni, quando si andava tutti in pensione entro il 60° anno d’età e le indennità per “risoluzione del rapporto non provocata da fatto e colpa dell’agente o rappresentante” erano nei limiti dei 2 milioni di lire.

Infine, andrà segnalato il documento riservato, datato 12 luglio 1968, contenente una bozza per il rinnovo dell’accordo economico collettivo di agenti e rappresentanti di commercio, sottoposto con nota manoscritta “all’egregio Dr. Andreotti”, da poco rinominato per la seconda volta Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato, nel secondo governo Leone, dopo esserlo stato nel terzo governo Moro. Sono anni “caldi” e difficili: anche queste vecchie carte pulsano delle energie e delle tensioni che si respiravano allora e che di lì a poco sarebbero esplose. Dagli scaffali della nostra Biblioteca quelle carte, a disposizione di chi abbia voglia di immergervisi, ci raccontano oggi l’impegno, l’entusiasmo e la fatica di persone che hanno contribuito alla conquista anche del nostro benessere.

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