Il demansionamento non comporta automaticamente un risarcimento danni in favore del lavoratore

Cassazione

Corte d’Appello di Venezia, 1 febbraio 2013

Nel caso in questione, la Corte di Appello di Venezia, chiamata a pronunciarsi nel giudizio di appello promosso dal lavoratore, pur ritenendo che nel caso specifico si fosse verificato un demansionamento nel passaggio da una mansione ad un’altra, ha nondimeno confermato la sentenza di primo grado in punto di preteso risarcimento danni, affermando che la domanda di risarcimento del danno riferito al demansionamento non può essere accolta laddove il lavoratore non alleghi e non provi (con onere a suo carico) il contenuto della lesione che avrebbe in concreto subito, limitandosi a dedurre un generico e non meglio specificato danno alla professionalità, inteso quale danno in re ipsa.

La sentenza ha, inoltre, giudicato che è legittimo il distacco, operato nell’ambito dello stesso gruppo, in favore di società neocostituta alla quale sia stata definitivamente trasferita l’attività alla quale è addetto il lavoratore, ancorché detta situazione sia destinata potenzialmente destinata a durare a tempo indeterminato.

Sotto questo profilo, il lavoratore aveva impugnato, tra l’altro, la legittima del distacco, avvenuto anni prima, presso altra società del gruppo alla quale era stata trasferita definitivamente l’attività cui egli era addetto, contestando la sussistenza del requisito della persistenza dell’interesse della distaccante, nonché la carenza del requisito della temporaneità del distacco. La Corte, nel respingere la domanda del lavoratore, ha affermato che la temporaneità del distacco ex art. 30 D. Lgs. n. 276/2003 coincide con la durata dell’interesse del datore di lavoro allo svolgimento della prestazione del proprio dipendente a favore di un terzo. Nel caso di specie, considerato che l’attività cui era addetto il lavoratore era stata trasferita ad altra società del medesimo gruppo e continuava ad essere svolta da quest’ultima in favore della capogruppo, doveva ritenersi che permaneva, anche a distanza di anni, lo specifico interesse imprenditoriale che consente di qualificare il distacco come atto organizzativo dell’impresa che lo dispone e determina una mera modifica della modalità di esecuzione della prestazione lavorativa.

Causa seguita da Luca Peron

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