La domanda di accertamento della natura non genuina dell’appalto è incompatibile con la sommarietà del “rito Fornero”

Cassazione

Tribunale di Monza, ordinanza 24 maggio 2014

La domanda di accertamento della pretesa natura non genuina di un appalto di servizi, con conseguente imputazione del rapporto di lavoro – e del licenziamento – in capo all’azienda committente, è inammissibile nell’ambito del procedimento speciale ex art. 1, commi 48 e ss della L. 18 giugno 2012 n. 92 (legge Fornero). Tale domanda presuppone, infatti, una complessa istruttoria, incompatibile con la sommarietà del rito. Per le stesse ragioni, questo accertamento non può nemmeno essere effettuato in via incidentale, al fine di verificare i presupposti dell’applicazione dell’art. 18 St. Lav. nei confronti del suddetto committente e/o dell’appaltatore (nella specie, una cooperativa di servizi).

Anche la domanda di reintegrazione, rivolta nei confronti della cooperativa appaltatrice, è inammissibile allorché quest’ultima abbia eccepito l’insussistenza del requisito dimensionale ex art. 18 St. Lav., producendo il libro soci, e il lavoratore ricorrente non abbia specificamente contestato la sussistenza di dipendenti ulteriori rispetto a quelli ivi indicati.

Causa seguita da Anna Maria Corna e Tommaso Targa

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