Licenziamento: requisito dimensionale e tutela reale

Cassazione

(Tribunale di Rovereto, sentenza n. 29/2013, 19 marzo 2013)

Una lavoratrice licenziata per giustificato motivo oggettivo impugnava il provvedimento intimatole dalla Fondazione, presso cui aveva prestato la propria attività lavorativa, contestandone la legittimità e invocava  l’applicazione della tutela reale ex art. 18 Statuto dei Lavoratori, affermando che il datore di lavoro occupava più di 15 dipendenti a tempo indeterminato.

La Fondazione resisteva in giudizio e, con riferimento alle conseguenze del licenziamento, concludeva per l’applicabilità della tutela obbligatoria, dando prova del fatto che, al momento del licenziamento, operati i necessari ragguagli  relativamente agli addetti part-time, il numero dei lavoratori impiegati fosse inferiore a 15 (precisamente 14,48) e, comunque, la media occupazionale nei sei mesi precedenti – pur essendovi stati dei mesi in cui i lavoratori impiegati erano più di 15 – fosse sempre rimasta al di sotto della soglia prevista dall’art. 18 St. Lav. (precisamente 14,92).

Il Giudice, accogliendo la tesi della Fondazione convenuta, dichiarava inapplicabile la tutela reale in base al fatto che, alla data del licenziamento, il personale alle dipendenze della Fondazione era inferiore al minimo fissato dall’art. 18 Stat. Lav., ritenendo con ciò irrilevante sia la media occupazione dei mesi precedenti,  che il numero di lavoratori impiegati nei mesi, ai fini della valutazione della normale occupazione.

Il Tribunale ha, quindi, condannato la Fondazione a corrispondere alla ricorrente, a titolo di risarcimento danni, l’importo lordo corrispondente a quattro mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.

 Causa seguita da Barbara Fumai

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