La violazione del repechage è estranea al concetto di “manifesta insussistenza” di cui al nuovo art. 18: non c’è reintegrazione

Cassazione

Con ordinanza del 29 marzo 2013, giudicando di un licenziamento per ragioni economiche, il Tribunale di Milano ha affermato che la problematica del repechage, così come quella relativa ai criteri di scelta del dipendente da licenziare nel caso in cui la decisione di ridurre il numero del personale interessi, astrattamente, una pluralità di dipendenti in posizione di piena fungibilità, è estranea al concetto di manifesta insussistenza di cui all’art. 18, comma 7, L. n. 300/1970, presupponendo, per contro, da un lato, l’effettività della ragione inerente l’attività produttiva, l’organizzazione del lavoro ed il regolare funzionamento di essa (cfr. art. 3 L. 604/1966) posta alla base del giustificato motivo oggettivo di licenziamento e, dall’altro, la possibilità – muovendo da una verifica successiva al fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, vale a dire  “a valle” di detto fatto – di evitare la risoluzione del rapporto, ricollocando il dipendente in altra posizione lavorativa esistente, libera e coerente con la professionalità del dipendente.

Causa seguita da Damiana Lesce

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