Somministrazione per picco di attività: legittima se il datore prova la complessiva situazione aziendale

Cassazione

Somministrazione per picco di attività: legittima se il datore prova la complessiva situazione aziendale nel periodo interessato

(Tribunale di Lecco, sentenze 26 febbraio 2013 nn. 7 e 10)

Una piccola azienda industriale ha fatto ricorso alla somministrazione di lavoro “per far fronte ad una importante commessa” che non poteva essere assolta dal personale in organico. Il Tribunale di Lecco ha ritenuto legittima tale causale e il conseguente utilizzo dei lavoratori somministrati.

L’onere probatorio, incombente sul datore, si riferisce alla complessiva situazione aziendale di picco di lavoro, in tutto il periodo durante il quale sono stati impiegati i lavoratori somministrati.  Non è necessaria, invece, la prova che ciascuno di essi sia stato utilizzato, in tutti i singoli periodi, nell’esecuzione della commessa richiamata dal contratto di fornitura, essendo possibile lo “scorrimento” tra i lavoratori somministrati e i dipendenti in organico.

Il Tribunale ha, poi, evidenziato che, nel caso di interruzione del contratto di fornitura e della conseguente somministrazione, i dipendenti del somministratore non hanno titolo per chiedere la reintegrazione ex art. 18 St. Lav. all’azienda utilizzatrice, non essendo mai stati licenziati da quest’ultima. D’altro canto, in ipotesi di pretesa genericità della causale richiamata nel contratto di assunzione a termine, i lavoratori somministrati possono/devono far valere le loro pretese nei confronti dell’agenzia che li ha assunti e somministrati.

Infine, il Tribunale ha segnalato la possibilità che il preteso rapporto di lavoro tra il lavoratore somministrato e l’impresa utilizzatrice, semmai sussistente, si risolva per mutuo consenso. In uno dei casi affrontati, il lavoratore era caduto in uno stato di grave malattia (ictus e conseguente paralisi motoria) durante il periodo di utilizzazione, e non aveva più ripreso servizio.

Al termine della malattia, conclusa quando il contratto di somministrazione era già cessato, il lavoratore non ha chiesto all’utilizzatore di riprendere servizio, lasciando decorrere oltre un anno prima di notificare il ricorso: tale comportamento, secondo il Tribunale di Lecco, ha ingenerato nell’azienda convenuta il legittimo affidamento che il lavoratore non si fosse mai completamente ripreso e non avesse, quindi,  interesse a riprendere servizio con le precedenti gravose mansioni.

Causa seguita da Tommaso Targa

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