Il licenziamento per soppressione del posto è legittimo se le mansioni residue sono assegnate ad altri dipendenti già in forza

Cassazione

(Tribunale di Milano, 2 aprile 2013)

Una lavoratrice ha contestato la legittimità del licenziamento intimatole dal proprio datore di lavoro che, nell’ambito di un processo di riorganizzazione e razionalizzazione della propria struttura aziendale avviato a causa del calo di attività e di fatturato, aveva deciso di sopprimere la posizione di lavoro dalla medesima occupata poiché strutturalmente in esubero rispetto alle effettive esigenze produttive ed organizzative aziendali.

La lavoratrice contestava, in particolare, sia la sussistenza del dedotto calo di attività/fatturato, l’inesistenza di un processo di riorganizzazione e ristrutturazione nonché la mancata soppressione della sua posizione di lavoro sull’assunto che la pluralità di mansioni da lei svolte non erano venute meno.

Dalla documentazione prodotta dalla società e dalle deposizioni testimoniali acquisite dal Tribunale di Milano trovavano conferma sia il calo di attività/fatturato sia la sussistenza del processo di riorganizzazione/razionalizzazione che aveva interessato non solo la ricorrente ma anche altri lavoratori.

Per quanto concerne la posizione della ricorrente trovava, infine, conferma che parte delle sue mansioni erano oggettivamente venute meno e che quelle residue e ancora esistenti erano state, invece, assorbite da altre colleghe già presenti in azienda  che, peraltro, le espletavano solitamente.

Il Tribunale di Milano concludeva, quindi, il procedimento riconoscendo la legittimità del licenziamento in quanto, alla luce delle risultanze probatorie, era emerso che le mansioni residue svolte dalla ricorrente erano state effettivamente tutte ridistribuite tra gli altri addetti e che la sua posizione di lavoro era stata effettivamente soppressa senza essere sostituita da alcun nuovo dipendente.

Causa seguita da Giacinto Favalli e Francesco Chiarelli

0

Related Posts

Il dipendente relegato in…

Il dipendente relegato in una condizione di nullafacenza non ha diritto al risarcimento se non allega e prova rigorosamente il danno subito Tribunale di Bergamo, sezione lavoro, 26 giugno 2014…
Read more

L’avvocato che dichiara di…

Corte di Cassazione, sez. II civ., sentenza 26 marzo - 23 giugno 2014 Ai sensi dell'art. 1388 cod. civ., “il contratto concluso dal rappresentante in nome e nell'interesse del rappresentato,…
Read more

Giusta causa di recesso…

Tribunale di Bologna, 10 giugno 2014 Nel caso in esame, l’agente aveva adito il Giudice del lavoro, chiedendo l’accertamento dell’illegittimità del recesso per giusta causa operato dalla preponente, con condanna…
Read more