(Ord. Tribunale di Milano, 6 giugno 2013)

Nel caso qui presentato, avente ad oggetto l’impugnazione di un licenziamento intimato per superamento del comporto, il Tribunale di Milano ha ribadito che il dibattito giurisprudenziale in ordine all’applicabilità della disciplina sulla decadenza di cui all’art. 6 Legge 604/1966 alle ipotesi di licenziamento per superamento del periodo di comporto deve ritenersi definitivamente superato dall’entrata in vigore della Legge 183/2010 (cd. “Collegato Lavoro”), che ha esteso l’onere di impugnazione ad ogni tipo di licenziamento.

Il Tribunale ha altresì affermato che ove l’impugnativa del licenziamento sia sottoscritta unicamente dal legale del lavoratore, senza il rilascio da parte di quest’ultimo di una procura scritta avente data certa anteriore alla scadenza del termine per impugnare, il lavoratore deve considerarsi decaduto dal diritto di impugnare il licenziamento medesimo.

Infine, il Tribunale ha precisato che la lettera di licenziamento inviata per raccomandata all’indirizzo di residenza del lavoratore produce effetto anche se il lavoratore non ritira il plico, dal momento che il lavoratore che voglia sostenere di non essere stato a conoscenza del licenziamento ha l’onere di provare di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di avere notizia di tale comunicazione se vuol vincere la presunzione di conoscenza del licenziamento posta a suo carico a norma dell’art. 1355 c.c..

Causa seguita da Luca Peron