
Con la Legge n. 132 del 10 ottobre 2025, l’Italia introduce una disciplina organica sull’intelligenza artificiale, fissando regole per il suo impiego in ambiti sensibili come giustizia, sanità, lavoro, pubblica amministrazione e professioni intellettuali.
La norma riafferma che, nel settore giudiziario, ogni decisione resta esclusivamente riservata al magistrato, mentre i sistemi di IA possono essere utilizzati solo per attività di supporto organizzativo o amministrativo. Lo stesso principio vale per le professioni legali, dove l’IA è ammessa come ausilio operativo, nel rispetto della riservatezza e dei doveri deontologici.
Le linee guida del CSM e del Consiglio Nazionale Forense richiamano l’importanza della supervisione umana e della trasparenza nell’uso dell’IA, per evitare rischi legati a responsabilità, privacy e affidabilità dei dati. La tecnologia, dunque, può assistere il giurista, ma non sostituirne coscienza, responsabilità e capacità interpretativa— elementi essenziali di ogni decisione umana.
Condividiamo l’approfondimento dell’Avv. Damiana Lesce e Avv. Ilaria Pitingolo pubblicato su Il Giornale il 26 Ottobre 2025.

