Stalking occupazionale e iniziative a tutela del datore di lavoro
Il seguente contributo, a dell'Avv. Antonio Cazzella e pubblicato su DirittoBancario, analizza il tema dello stalking occupazionale e delle iniziative che il datore di lavoro può adottare per non essere ritenuto responsabile di eventuali danni nei confronti del dipendente. …
La Giurisprudenza di T&P – Maggio
Lo Studio ha recentemente ottenuto provvedimenti giudiziari in materia di: ammissibilità dei motivi di ricorso in Cassazione, interruzione della prescrizione per contributi da versare al lavoratore, inquadramento del lavoratore nell’ipotesi di un cambio di appalto, licenziamento per giusta causa a seguito di colluttazione, demansionamento. Condividiamo l'approfondimento a cura dell'Avv. Antonio Cazzella. …
Licenziato perché spiava il conto della cliente e fidanzata. Il tribunale: decisione giusta
Il rapporto fiduciario tra banca e dipendente resta un elemento centrale nel settore del credito, soprattutto quando entrano in gioco dati sensibili e accessi ai conti correnti dei clienti. Una recente pronuncia del Tribunale del Lavoro di Avellino affronta proprio il delicato equilibrio tra violazione delle procedure interne, tutela della privacy e proporzionalità delle sanzioni disciplinari. …
La difficoltà di dimostrare la legittimità di un licenziamento per giusta causa
Condividiamo il contributo a cura dell'Avv. Antonio Cazzella e pubblicato sul sito di DirittoBancario, che affronta il tema degli oneri probatori che gravano sul datore di lavoro al fine di dimostrare la legittimità del licenziamento per giusta causa. …
La Giurisprudenza di T&P – Aprile
Lo Studio ha recentemente ottenuto provvedimenti giudiziari in materia di: licenziamento per giusta causa, differenze retributive a titolo di lavoro straordinario da aggiungersi a quanto già pattuito a titolo di “straordinario forfettizzato”, estensibilità ai coeredi degli effetti dell’impugnazione stragiudiziale di un licenziamento. Condividiamo l'approfondimento a cura dell'Avv. Antonio Cazzella. …
Responsabilità del cessionario per i debiti del cedente di ramo d’azienda
Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Vittorio Provera, pubblicato sul portale NT+Diritto – IlSole24Ore …
Illeciti disciplinari: non conta solo il fatto, ma l’intenzione
Nel valutare un illecito disciplinare, oggi non basta più fermarsi al fatto: conta capire anche il contesto e l’intenzionalità del lavoratore. La giurisprudenza conferma che condotte consapevoli e in violazione delle regole possono giustificare il licenziamento. Ma se emergono negligenza, carenze organizzative o prassi tollerate, la valutazione cambia, incidendo sulla gravità e sulla proporzionalità della sanzione. …
Il trasferimento per incompatibilità ambientale
Il contributo dell'Avv. Antonio Cazzella, pubblicato su DirittoBancario, analizza il trasferimento del lavoratore per incompatibilità ambientale alla luce della recente sentenza della Cassazione (n. 4198 del 25 febbraio 2026). L’autore, nell’analizzare la disciplina di cui all’art. 2103 C.c., ricorda come tale istituto non abbia natura disciplinare e sia legittimo solo in presenza di esigenze tecniche, organizzative e produttive. In tale contesto evidenzia come la conflittualità tra lavoratori possa integrare le citate esigenze, giustificando il trasferimento quale strumento di garanzia del corretto funzionamento dell’unità produttiva. …
Sanzioni e prevenzione: quale equilibrio nel nuovo smart working?
Nel lavoro agile non basta più attivare lo smart working: serve una gestione giuridica rigorosa. Dal 7 aprile 2026 si rafforzano le sanzioni per la mancata informativa su salute e sicurezza, fino a 7.500 euro. Ma colpire un obbligo formale, anche senza danni concreti, tutela davvero i lavoratori o rischia di trasformare la prevenzione in mera burocrazia difensiva? …
Innocente ma colpevole
La sentenza n. 4684/2026 della Corte di Cassazione chiarisce un aspetto importante per lavoratori e datori di lavoro: un’assoluzione nel processo penale non impedisce automaticamente un licenziamento disciplinare. In parole semplici, anche se in sede penale una persona viene assolta o il reato si estingue per prescrizione, il datore di lavoro può comunque valutare i fatti sotto il profilo lavorativo e decidere se siano sufficientemente gravi da giustificare una sanzione, fino al licenziamento. Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Paolo Zucchinali …
