
Valore probatorio dei messaggi WhatsApp e giusta causa di licenziamento negli studi professionali
Il Tribunale di Napoli, con sentenza dell’8 ottobre 2026, ha confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa di una segretaria di uno studio podologico, rigettando anche la richiesta di differenze retributive per lavoro straordinario. La decisione riconosce valore probatorio agli screenshot dei messaggi WhatsApp, in quanto riproduzioni informatiche ai sensi dell’art. 2712 c.c., se non specificamente disconosciuti. Il Giudice ha inoltre ritenuto che le offese rivolte al datore di lavoro e la successiva interruzione dei contatti fossero condotte idonee a compromettere irrimediabilmente il vincolo fiduciario, tenuto conto delle peculiarità dei rapporti di lavoro negli studi professionali di piccole dimensioni.




