Appalti, cooperative e rischi nascosti
Nell'episodio odierno affrontiamo un tema tanto attuale quanto delicato per chi opera nella gestione del personale e nella consulenza giuslavoristica: la genuinità degli appalti, il ricorso alle cosiddette finte cooperative, i distacchi e il connesso rischio di insubordinazione. …
La figura del manager oggi
La figura del dirigente aziendale è da tempo al centro di un’evoluzione normativa e giurisprudenziale che ne ridefinisce il ruolo ben oltre la tradizionale funzione esecutiva. Non è più sufficiente limitarsi ad applicare direttive provenienti dall’alto: il dirigente è oggi chiamato a essere motore del cambiamento, garante della legalità organizzativa e soggetto attivo nei processi di compliance e governance. …
Post, chat e licenziamenti: quando il digitale entra in tribunale
Post, chat e licenziamenti: fino a dove arriva il diritto di critica? Può davvero un commento sarcastico su Facebook o una chat di WhatsApp costare il posto di lavoro? La risposta è meno scontata di quanto sembri. La Costituzione tutela la libertà di espressione e il diritto di critica, ma questo diritto non è assoluto: quando le parole oltrepassano il confine e diventano insulto o diffamazione, soprattutto se in uno spazio pubblico, la conseguenza può essere anche il licenziamento. …
Social, lavoro e diritto: quando le parole pesano
Nell’attuale scenario digitale, la comunicazione privata e quella pubblica transitano spesso sugli stessi strumenti: WhatsApp, Facebook, Telegram, Instagram, TikTok... È tuttavia fondamentale ricordare che chat e messaggi privati costituiscono corrispondenza riservata e, pertanto, in assenza di una valida base giuridica, qualsiasi attività di monitoraggio o trattamento da parte del datore di lavoro è illecita. Il confine tra vita privata e responsabilità professionale è pertanto sottile, ma non invisibile. Ogni parola espressa online può tradursi in conseguenze giuridiche e professionali concrete. Per questo motivo sono indispensabili regole interne chiare, procedure trasparenti e una maggiore consapevolezza da parte di dipendenti, HR, manager …
Madre intenzionale
Con la sentenza n. 68 del 2025, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma contenuta nella legge n. 40 del 2004 nella parte in cui non riconosce come genitore la madre intenzionale nelle coppie omogenitoriali. Non riconoscere la madre intenzionale significa privare il bambino di una delle sue figure di riferimento, anche dal punto di vista delle tutele legali e sociali. Le imprese possono scegliere di anticipare la norma, adottando policy inclusive che garantiscano a entrambi i genitori pari diritti nell’accesso alle tutele legate alla genitorialità. In questo modo, non solo si promuove un ambiente di lavoro più …
Quanto vale, davvero, uno stipendio?
Parlare di retribuzione oggi significa interrogarsi su modelli di governance, cultura organizzativa e politiche valoriali d’impresa. La recente Legge 76/2025, entrata in vigore il 10 giugno scorso, si colloca esattamente in questo nuovo paradigma: la partecipazione dei lavoratori viene finalmente riconosciuta come elemento strutturale della competitività aziendale, e non più come opzione accessoria di matrice sindacale o ideologica. …
Licenziamento: guida scooter in malattia
Affrontiamo oggi un nuovo episodio, che riguarda il licenziamento di un dipendente infortunato al braccio, che malgrado una prescrizione medica di riposo e immobilizzazione dell’arto, si era recato al mare durante il periodo di malattia... in scooter! Per il datore di lavoro, quel comportamento aveva rappresentato una violazione del vincolo fiduciario, tanto da arrivare al licenziamento per giusta causa. Ma è davvero sufficiente una condotta pregiudizievole per giustificare un licenziamento immediato, senza preavviso? Oppure servono prove concrete, di un effettivo pregiudizio alla guarigione (in questo caso) o al rapporto fiduciario? …
Carcerazione e licenziamento
Affrontiamo oggi un tema tanto delicato quanto interessante: può un lavoratore essere licenziato se finisce in carcere? La domanda non è così scontata come potrebbe sembrare. Infatti, la carcerazione – per quanto grave – non è di per sé un inadempimento contrattuale. Tuttavia, può comportare una temporanea impossibilità della prestazione lavorativa, e quindi diventare motivo, in certe circostanze, per un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Ma non esiste una regola rigida. I giudici pretendono una valutazione concreta caso per caso, che tenga conto di numerose variabili e non c'è obbligo di repechage. Inoltre, non sono mancate sentenze che hanno ritenuto illegittimo il licenziamento, …
Patto di non concorrenza
Nella puntata odierna affrontiamo un tema tanto strategico quanto delicato per le aziende: il patto di non concorrenza. Ma che cos’è davvero? Quando è valido? E cosa rischia chi lo viola? Il patto di non concorrenza è uno strumento prezioso per proteggere il know-how e gli interessi aziendali, ma va maneggiato con cura. Se scritto male, può essere nullo. Se troppo vago, inutile. Se sproporzionato, persino dannoso. Un patto efficace nasce da scelte chiare e su misura: proporzionato al sacrifico richiesto e calato nella specifica realtà aziendale. …
AI e Diritto del lavoro
L’AI può davvero decidere chi assumere o licenziare? E se lo fa, quali garanzie abbiamo che le sue scelte siano giuste, trasparenti e non discriminatorie? In un mondo del lavoro sempre più automatizzato, ci troviamo di fronte a domande urgenti: gli algoritmi possono violare i diritti dei lavoratori? E cosa dice la legge per tutelarli? Ne parliamo nel podcast a cura degli Avv.ti Stefano Trifirò, Mariapaola Rovetta Arici e Jacopo Moretti. …
