
A cura della Redazione Biblioteca
Per gli appassionati di montagna e sport invernali questo è senza dubbio un anno speciale. Compiono un secolo le Olimpiadi invernali, nate nel 1924 per sostituire i cosiddetti Giochi nordici, organizzati storicamente dai paesi scandinavi, gli unici che potessero permettersi, per le loro caratteristiche e condizioni climatiche, di ospitare in tutte le stagioni gare di alto livello negli sport legati a ghiaccio e neve. Tuttavia, nel 1921 si decise di provare a scardinare questo monopolio: il Comitato decise che la Francia, che quell’anno doveva ospitare i “normali” Giochi olimpici estivi, avrebbe anche organizzato una “Settimana internazionale degli sport invernali”, in un momento diverso da quello dei Giochi principali. Ecco che nascevano, senza ancora saperlo, le prime Olimpiadi invernali, che si tennero tra gennaio e febbraio di quell’anno a Chamonix, ai piedi del maestoso Monte Bianco.

Come riporta il bell’articolo di Storica di National Geographic, “il primo campione olimpico della storia dei giochi invernali fu il nordamericano Charles Jewtraw, vincitore della medaglia d’oro nella prova dei cinquecento metri di pattinaggio di velocità su ghiaccio. Jewtraw non era considerato un favorito, ma sorprese tutti fermando il cronometro a 44’00 secondi”.

Le Olimpiadi arrivarono per la prima volta in Italia, proprio a Cortina, il 26 gennaio del 1956: “durarono undici giorni e di certo non cambiarono il mondo, ma furono un importante pezzo di storia olimpica e dell’Italia del “boom economico”. Oltre che assai determinanti per il futuro di Cortina, un paese di montagna di poche migliaia di abitanti in cui arrivarono quasi mille atleti e atlete da 32 paesi, e decine di migliaia di tifosi e turisti… Le Olimpiadi invernali di Cortina 1956 furono le prime con una squadra sovietica e le prime per l’Italia, che pochi mesi prima aveva ottenuto l’organizzazione di quelle estive di Roma del 1960” (il Post).
Proprio come allora, anche oggi le Olimpiadi invernali sono (saranno) un momento importante per il rilancio e le prospettive dei nostri comprensori, questa volta con il coinvolgimento di Milano e della Lombardia.
Aspettiamo dunque di leggerne i risultati, speriamo importanti, nei libri che ne parleranno.



