
La tutela dei lavoratori fragili rappresenta oggi uno snodo centrale del diritto del lavoro, soprattutto quando si intreccia con temi come lo smart working, il periodo di comporto e il divieto di discriminazione. Una recente pronuncia del Tribunale di Busto Arsizio offre l’occasione per fare chiarezza su obblighi e responsabilità dei datori di lavoro nei confronti di dipendenti affetti da gravi patologie.
Il caso esaminato riguarda una lavoratrice oncologica alla quale non sono state tempestivamente riconosciute le misure di protezione previste dall’ordinamento, nonostante la documentata condizione di fragilità. La sentenza ribadisce principi di grande rilievo pratico, confermando che la mancata attivazione di strumenti come il lavoro agile e l’erroneo computo delle assenze possono integrare una condotta illegittima e discriminatoria, con conseguenze risarcitorie per il datore di lavoro.
Condividiamo l’approfondimento dell’Avv. Andrea Beretta, pubblicato su LaRepubblica il 5 Febbraio.
