
Una recente sentenza del Tribunale di Roma ha confermato la legittimità del licenziamento di una dipendente che, accusando pubblicamente l’azienda di “rubare i soldi dei dipendenti”, aveva diffuso contestazioni poi risultate infondate. I giudici ricordano che il diritto di critica del lavoratore è tutelato solo se rispetta tre requisiti:
- correttezza nei toni;
- fondatezza dei fatti;
- pertinenza rispetto al rapporto di lavoro.
Attribuire all’azienda comportamenti dolosi o penalmente rilevanti senza prove può compromettere il rapporto fiduciario e giustificare sanzioni fino al licenziamento.
Per aziende e HR, la decisione evidenzia l’importanza di gestire con rigore sia il conflitto interno sia il procedimento disciplinare:
“La gestione del conflitto con il dipendente richiede sempre attenzione, ma quando la contestazione travalica il piano del dissenso e si traduce in espressioni offensive o accuse non veritiere, la reazione disciplinare può risultare pienamente legittima. Un’adeguata impostazione del procedimento disciplinare diventa decisiva per reggere al vaglio del Giudice.”
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