
Condividiamo l’articolo dell’Avv. Paolo Zucchinali, Trifirò&Partners Avvocati, pubblicato su Repubblica il 17 Aprile 2025, riguardo all’impiego di ChatGpt nella redazione di un atto processuale che si rivela successivamente basato su contenuti verosimili ma in realtà infondati. Il caso, giudicato dal Tribunale di Firenze, rappresenta un primo punto su una tematica che fa discutere: non è necessariamente una colpa grave, ma il controllo umano è sempre indispensabile.

