
A cura dell’Avv. Stefano Trifirò
Il Governo ha predisposto la bozza del decreto legislativo che completerà il recepimento della direttiva UE sul lavoro mediante piattaforme digitali.
Il punto centrale è la conferma della presunzione di subordinazione quando la piattaforma organizza concretamente l’attività del lavoratore, ne determina modalità e tempi di esecuzione e ne condiziona le prestazioni attraverso sistemi algoritmici.
La riforma interviene anche sul tema dell’intelligenza artificiale nel lavoro. Gli algoritmi non potranno più operare senza trasparenza: le piattaforme dovranno informare lavoratori e rappresentanze sindacali sul funzionamento dei sistemi automatizzati, sui dati utilizzati e sulle decisioni che incidono su compensi, organizzazione del lavoro e sospensione degli account.
Particolarmente significativa è l’introduzione del principio della supervisione umana: le decisioni più rilevanti, come la cessazione del rapporto o la chiusura dell’account, non potranno essere adottate esclusivamente da un algoritmo. In mancanza dell’intervento di una persona fisica, tali decisioni saranno nulle.
La bozza rafforza inoltre la tutela della privacy, vietando il trattamento di dati particolarmente sensibili, come quelli relativi allo stato emotivo o psicologico del lavoratore, e imponendo specifiche valutazioni d’impatto sui sistemi automatizzati.
Una riforma destinata ad avere effetti che vanno ben oltre il mondo dei rider: rappresenta un importante precedente per tutte le imprese che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale nella gestione del personale e nei processi decisionali.
