Una parola (di Dante) al giorno toglie il medico di torno

A cura della Redazione Biblioteca

Correva l’anno 1321, precisamente 700 anni fa, quando a Ravenna, là dove lo pane altrui ben sapeva di sale (Paradiso XVII), si spegneva Dante. Oggi, nel 2021, anno che ancora si apre nel segno della pandemia e del confinamento, l’Italia si appresta a celebrare questo anniversario, sperando di presto riveder le stelle. Numerosissime sono le iniziative, molte online, che possono forse alleviare gli animi in attesa del vaccino. Prima fra tutte quella dell’Accademia della Crusca, che sul suo sito (https://accademiadellacrusca.it/it/dante) produce ogni mattina, una “parola fresca di giornata” che ci ricorda come Dante piegasse la lingua volgare a suo piacimento e insieme ne allargasse le potenzialità espressive, arricchendo così l’italiano che parliamo anche oggi: e così  lo splendido verbo inmiarsi (che fa pendant con intuarsi: Paradiso IX, 81), vale a dire entrare a tal punto nella mia (o tua) mente da arrivare alla comprensione completa dei miei (o tuoi) desideri; oppure l’aggettivo dispregiativo lurco (mangione, ingordo: Inferno XVII, 21), che Dante attribuisce senza mezzi termini ai Tedeschi e che verrà ripreso secoli dopo per ingiurie molto poco politically correct. E che dire dei famosi occhi di bragia (Inferno III, 109) di Caronte, il nocchiero infernale, dove bragia sta per ‘brace’, mantenendo viva un’espressione che tutti oggi conoscono e che altrimenti sarebbe perduta. E se si volesse indicare una persona ben piazzata, perché non usare il bellissimo membruto con cui Dante indica Cassio nell’ultimo canto dell’Inferno (XXXIV, 67)? E perché non recuperare la parola bigoncia (Paradiso IX, 55) quando si parla di un recipiente di legno senza coperchio, o il vocabolo ronchioso (Inferno XXIV, 62) se si vuole indicare un tragitto sconnesso? Il vocabolario dantesco (http://www.vocabolariodantesco.it/), e in particolare il vocabolario della Commedia, che racconta il viaggio esistenziale di un’anima e insieme un intero mondo di personaggi, sentimenti, idee, offre infinite possibilità espressive, da recuperare oggi con entusiasmo.

danteNumerosissime sono poi le pubblicazioni appena apparse o di prossima uscita, alcune delle quali hanno suscitato molte discussioni: il Dante di Alessandro Barbero (Laterza), che presenta una biografia del poeta immerso nel suo contesto storico e che ha sollevato diverse critiche da parte dei più rigorosi filologi e storici della lingua; il libro di Aldo Cazzullo (A riveder le stelle. Dante il poeta che inventò l’Italia, Mondadori), che tratta – in modo giudicato da alcuni “anacronistico” – della costruzione della nostra identità nazionale. Infine, Dante a piedi e volando. La Commedia come racconto di viaggio di Marco Bonatti (Terra Santa), che rivisita il testo dantesco con una sorta di narrazione popolare. A fianco di questi volumi, sono in uscita ovviamente pubblicazioni scientifiche, come i tomi della “Nuova edizione commentata delle opere di Dante” di freschissima stampa (https://centenaridanteschi.it/collane/necod/): una lettura che gli appassionato non possono perdere.

Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti. L’importante è leggere e rileggere il nostro Dante, e ricordare di usare il patrimonio linguistico inestimabile che il sommo poeta ci ha lasciato: un patrimonio che sarà da sfruttare con saggezza e ironia (così sembra suggerire l’Accademia della Crusca), proprio nei momenti più difficili come vero e proprio balsamo per lo spirito.

 

0

Related Posts

Tra spazio e tempo

A cura della Redazione Biblioteca Dopo l’intervallo dovuto alla pandemia e i tentativi, necessariamente limitati, di far ripartire le macchine, finalmente torna a Milano – in programma dal 6 al…
Read more

Twitter-Twister

A cura della Redazione Biblioteca “Free speech is the bedrock of a functioning democracy, and Twitter is the digital town square where matters vital to the future of humanity are…
Read more

Passionarnost

Da oltre un mese la guerra in Ucraina ha cambiato la prospettiva di ciascuno di noi. Dopo la pandemia, da cui ancora a fatica il mondo stava uscendo (o, almeno,…
Read more