
Le più recenti pronunce della Corte d’Appello di Milano e del Tribunale di Teramo ribadiscono un principio chiave nella gestione dei rapporti di lavoro: la violenza fisica – anche se preceduta da offese verbali o motivata da ragioni personali – incide in modo irreparabile sul vincolo fiduciario e può integrare giusta causa di licenziamento. Due decisioni, relative ad episodi verificatisi sia all’interno che all’esterno dei luoghi di lavoro, offrono agli operatori del diritto e ai responsabili HR un quadro chiaro sulle soglie di gravità e sui criteri di proporzionalità applicabili nelle valutazioni disciplinari.
Condividiamo l’approfondimento dell’Avv. Marta Filadoro, pubblicato su LaRepubblica il 10 Dicembre.

