
Il tema dei controlli a distanza dei dipendenti torna al centro del dibattito giuslavoristico alla luce di recenti pronunce che chiariscono quando il ricorso a investigatori esterni sia legittimo. In particolare, la giurisprudenza conferma la possibilità per il datore di lavoro di tutelarsi da condotte illecite che non possono essere accertate con i controlli ordinari previsti dallo Statuto dei Lavoratori.
La giurisprudenza conferma che i controlli investigativi possono costituire un valido mezzo di prova quando sono finalizzati ad accertare o prevenire condotte illecite e non a monitorare l’ordinaria prestazione lavorativa, a condizione che siano fondati su indizi concreti e precedenti. Tali controlli devono inoltre rispettare i principi di necessità, pertinenza e proporzionalità nel trattamento dei dati personali. In questo quadro, si rafforza un orientamento volto a garantire un corretto bilanciamento tra la tutela degli interessi aziendali e la protezione dei diritti e della privacy del lavoratore.
Condividiamo l’approfondimento dell’Avv. Francesco Torniamenti, pubblicato su La Repubblica il 6 gennaio.

