
La crisi in Medio Oriente e le conseguenti tensioni nell’area del Golfo stanno avendo effetti concreti anche sulla mobilità internazionale, con la sospensione o la cancellazione di numerosi collegamenti aerei. Una situazione che può avere ripercussioni dirette anche sul mondo del lavoro, soprattutto per quei dipendenti che si trovano all’estero per vacanza o per motivi personali e non riescono a rientrare in Italia nei tempi previsti.
In questi casi si apre un tema delicato che riguarda sia i diritti del lavoratore sia gli obblighi verso il datore di lavoro. Se il rientro diventa impossibile per cause indipendenti dalla volontà del dipendente, l’assenza può essere considerata giustificata e non comporta automaticamente conseguenze disciplinari. Tuttavia, il nodo della retribuzione resta aperto: in assenza della prestazione lavorativa, lo stipendio potrebbe non essere dovuto, salvo diverse soluzioni concordate tra le parti o previste dal contratto.
Condividiamo l’articolo dell’Avv. Stefano Trifirò pubblicato su LaRepubblica

