
La digitalizzazione dei rapporti di lavoro sta modificando anche le modalità con cui vengono comunicati atti formali come il licenziamento. Ma un messaggio WhatsApp può davvero sostituire la tradizionale lettera scritta?
Due recenti decisioni della magistratura, una della Corte d’Appello di Napoli e una del Tribunale di Milano, affrontano il tema arrivando a conclusioni differenti. Pur riconoscendo che l’app di messaggistica può essere utilizzata per trasmettere una comunicazione di recesso, i giudici ribadiscono la necessità di garantire la certezza dell’origine, della ricezione e della riconducibilità del messaggio al datore di lavoro. Un orientamento che apre all’innovazione, ma senza rinunciare alle tutele previste dalla legge.
Condividiamo l’approfondimento dell’Avv. Marina Olgiati, pubblicato su Repubblica: clicca qui
