
L’insubordinazione del lavoratore e le offese rivolte ai superiori costituiscono comportamenti che possono compromettere il rapporto fiduciario alla base del rapporto di lavoro e incidere sul corretto funzionamento dell’organizzazione aziendale.
La sentenza del Tribunale di Salerno n. 875/2026 si inserisce in tale orientamento, confermando la legittimità del licenziamento di un dipendente che aveva rifiutato un ordine di servizio e rivolto espressioni offensive al proprio superiore. Il caso offre l’occasione per esaminare i criteri di valutazione della gravità della condotta, il principio di proporzionalità della sanzione disciplinare e il ruolo delle previsioni contenute nella contrattazione collettiva.
Condividiamo l’approfondimento dell’Avv. Leonardo Calella, pubblicato su Repubblica il 29 maggio.
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