Un libro (o anche più di uno) contro la pandemia

A cura della Redazione Biblioteca

Il 2020 certo sarà ricordato come l’anno della pandemia da Coronavirus, come l’anno delle mascherine, del gel igienizzante, della corsa al vaccino più efficace. La salute, bene prezioso, è tornata alla ribalta come priorità su tutte. Ma, oltre alla salute del corpo, come ben noto esiste anche la salute dell’anima, che di questi tempi è inevitabilmente trascurata. Niente cinema, né teatri, né concerti. No alle cene con gli amici, alle visite tra parenti, ai viaggi di piacere. No alle mostre, alle rassegne, ai festival. Come è possibile, dunque, di questi tempi, prendersi cura dello spirito?

Nel 2013 è uscito per Sellerio un volume per certi versi premonitore: Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno di Ella Berthoud e Susan Elderkin (link qui: https://sellerio.it/it/catalogo/Curarsi-Libri-Rimedi-Letterari-Ogni-Malanno/Berthoud-Susan-Elderkin/5756). “Se letto nel momento giusto un romanzo può davvero cambiarci la vita, e questo prontuario è una celebrazione del potere curativo della letteratura di ogni tempo e paese, dai classici ai contemporanei, dai romanzi famosissimi ai libri più rari e di culto, di ogni genere e ambizione. Queste ricette per l’anima e il corpo, scritte con passione, autorevolezza ed elegante umorismo, propongono un libro e un autore a rimedio di ogni nostro malanno, che si tratti di raffreddore o influenza, di un dito del piede annerito da un calcio maldestro o di un severo caso di malinconia”.

coeprtina libroCosì, se si soffre di angoscia esistenziale potrà essere utile leggere Siddharta di Hermann Hesse; se ultimamente si è troppo irritabili, non farà male rivolgersi a Il faro di Blackwater di Colm Tóibín; se per disgrazia ci si trova in ospedale, verrà in aiuto l’elenco dei “dieci migliori romanzi” per le situazioni difficili, tra i quali I sotterranei di Jack Kerouac o Underworld di Don DeLillo. Se poi si stanno affrontando i marosi di un divorzio, il consiglio è di immergersi nella lettura di Sportswriter di Richard Ford o di provare con Nell’intimità di Hanif Kureishi. E così via.

 

In questo catalogo, ricco di idee e spunti per tante letture – alcune notissime, altre “di nicchia” – ovviamente non c’è un rimedio letterario contro il Coronavirus. Tuttavia, in questa situazione difficile, nella quale siamo tutti limitati negli spostamenti e nelle normali attività della nostra vita, forse un buon libro può davvero costituire un momento di sollievo, un punto di riferimento, una prospettiva per un Nuovo Anno più sereno e ricco di nuove trame, avvincenti e a lieto fine.

 

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