Trasparenza salariale: rivoluzione o evoluzione?

Trasparenza salariale: rivoluzione o evoluzione?

Il recepimento della Direttiva UE sulla trasparenza retributiva segna un passaggio rilevante nell’evoluzione delle politiche di compensation.
Al di là dei titoli, il decreto non introduce un diritto generalizzato a conoscere le retribuzioni individuali dei colleghi: i lavoratori potranno richiedere esclusivamente informazioni aggregate e anonimizzate sui livelli retributivi, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.

L’obiettivo è diverso: aumentare la trasparenza dei sistemi retributivi per individuare e prevenire disparità non giustificate, a partire dal gender pay gap. Le novità incidono anche sui processi di selezione, imponendo l’indicazione della retribuzione o della relativa fascia negli annunci di lavoro e vietando la richiesta delle retribuzioni percepite in precedenti rapporti di lavoro.

Il principio sotteso è chiaro: il valore economico di una posizione deve essere determinato sulla base del ruolo e delle competenze richieste, non della storia retributiva del candidato. Per le imprese, ciò implica una revisione dell’architettura delle politiche retributive e della coerenza dei sistemi di inquadramento e valutazione.
Ma le organizzazioni sono davvero pronte a questo cambiamento, culturale prima ancora che operativo?

Ascolta il podcast a cura degli Avv.ti Stefano Trifirò, Mariapaola Rovetta Arici e Jacopo Moretti: clicca qui

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