
Condividiamo l’approfondimento dell’Avv. Barbara Fumai pubblicato sul portale NT+Lavoro – IlSole24Ore.
La sentenza del Tribunale di Roma affronta il tema della rilevanza delle dichiarazioni rese dal lavoratore nella fase preassuntiva, chiarendo come informazioni false o fuorvianti possano incidere in modo determinante sul vincolo fiduciario. Il caso esaminato riguarda dichiarazioni mendaci sulle pregresse esperienze professionali, risultate decisive ai fini dell’assunzione e della qualificazione del rapporto di lavoro.
Il Tribunale ha ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa, valorizzando la gravità della condotta e l’intenzionalità delle dichiarazioni false, idonee a compromettere irreversibilmente la fiducia datoriale.
È stata inoltre esclusa la necessità di affissione del codice disciplinare, trattandosi di comportamenti immediatamente percepibili come illeciti e contrari al minimo etico e a specifiche norme di legge. La decisione conferma che la correttezza e la buona fede devono caratterizzare anche la fase preassuntiva, pena la legittimità del recesso.

