
Condividiamo l’approfondimento dell’Avv. Sara Lovecchio pubblicato sul portale NT+Lavoro – IlSole24Ore.
La Corte d’appello di Milano ha ribadito come, in caso di condotta disciplinarmente rilevante del lavoratore, sia sempre necessario verificare in concreto la gravità dei fatti e la proporzionalità della sanzione, alla luce dei principi consolidati della giurisprudenza di legittimità.
La decisione conferma che il licenziamento per giusta causa è legittimo quando la reazione del dipendente supera la soglia della legittima difesa e si traduce in un’aggressione, compromettendo il vincolo fiduciario con il datore di lavoro. Ciò che conta è il comportamento tenuto dal lavoratore e la sua idoneità a ledere tale fiducia.
La pronuncia della Corte d’appello di Milano rappresenta così un ulteriore richiamo alla centralità della correttezza nei rapporti interpersonali sul luogo di lavoro e alla necessità di prevenire e sanzionare comportamenti che minano la civile convivenza aziendale.

