
La decisione del Tribunale di Udine si inserisce nel tema, sempre più attuale, del ruolo degli strumenti digitali nei rapporti di lavoro. Il giudice riconosce che anche una comunicazione informale tramite messaggistica istantanea può avere piena efficacia, se consente comunque di raggiungere lo scopo organizzativo.
Ne emerge una visione più flessibile, in cui la sostanza della comunicazione prevale sulle modalità formali.
Condividiamo l’approfondimento dell’Avv. Sara Lovecchio, pubblicato sul portale NT+Lavoro – IlSole24Ore: clicca qui

