Navigator, per il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato servono le prove

Navigator, per il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato servono le prove

La qualificazione del rapporto di lavoro dei navigator continua a essere oggetto di contenzioso, soprattutto in relazione alla possibilità di ricondurlo nell’alveo del lavoro subordinato. La Corte d’appello di Napoli interviene nuovamente sul tema, ribadendo che la riqualificazione del rapporto non può fondarsi su mere affermazioni, ma richiede un solido impianto probatorio sulle concrete modalità di svolgimento della prestazione.

Con la sentenza n. 3950/2025, i giudici hanno confermato la natura autonoma del rapporto dei collaboratori impiegati nei Centri per l’impiego nell’ambito del Reddito di Cittadinanza, evidenziando come turni, orari, assenze, controlli e direttive debbano essere valutati in concreto. In assenza di prove di un’effettiva etero-direzione o di una rigida etero-organizzazione, non è possibile riconoscere la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato.

Condividiamo l’approfondimento della Dott.ssa Matilde Agogeri, pubblicato su La Repubblica il 1° Gennaio 2026

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