Diritto 24 – Il Sole 24 Ore: 05/11/2018
Legittimo il licenziamento per giusta causa del piazzista che falsifica ricevute e fatture per ottenere il rimborso di spese sostenute a fini personali

Commento a cura degli avv. Luca Peron e Tiziano Feriani

Cass. 23 agosto 2018 n. 21045, ord.

“Un viaggiatore piazzista ha impugnato il licenziamento per giusta causa irrogatogli per aver falsificato, in modo sistematico e continuativo, molteplici ricevute e fatture allo scopo di ottenere dalla Società datrice il rimborso di spese asseritamente sostenute per ragioni professionali (pranzi di lavoro e pedaggi connessi a tragitti percorsi per lavoro), ma, in realtà, da lui effettuate a fini personali.

Il dipendente – il cui ricorso inizialmente accolto, in primo grado, nella fase sommaria, era stato poi rigettato sia nella fase di opposizione, sia nel successivo giudizio di reclamo – ha adito il Supremo Collegio, sostenendo la pretesa illegittimità del licenziamento sotto il profilo della proporzionalità.

 

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